Mio figlio mescola le lingue: devo preoccuparmi?
«Mamma, dammi il Löffel.» Quasi ogni famiglia bilingue prima o poi sente una frase così, e di solito preoccupa più di quanto meriti.
Mescolare le lingue è una parte normale dello sviluppo bilingue. Non significa che le lingue si scontrino nella testa, ma che il bambino le usa entrambe.
Perché i bambini mescolano le lingue
Il bambino prende la parola che in quel momento gli è più vicina. Se il cucchiaio gliel’hanno sempre dato all’asilo tedesco, «Löffel» arriva prima di «cucchiaio».
Gli adulti bilingui fanno lo stesso. L’unica differenza è che gli adulti trovano più in fretta una parola sostitutiva, o non la cercano affatto.
Confusione o abilità?
Le ricerche sul bilinguismo concordano in gran parte: i bambini che mescolano le lingue non mettono insieme le parole a caso. La parola presa in prestito di solito finisce dove ha senso in entrambe le frasi.
Molti bambini già verso i due anni sanno con chi parlare quale lingua. Alla nonna che non capisce il tedesco non diranno «Löffel», ma cercheranno un’altra parola o indicheranno con il dito.
Come reagire
Non correggete e non chiedete di ripetere la frase. Rispondete e basta, usando nella risposta la parola nella vostra lingua: «Ecco il tuo cucchiaio.»
Così il bambino sente la parola che gli mancava e la conversazione non diventa una lezione.
Quando vale la pena fare attenzione
Mescolare di per sé non è un motivo di preoccupazione. È bene parlarne con un logopedista se il bambino non progredisce in linea con l’età in nessuna delle due lingue, se lo capiscono a fatica anche in casa o se smette all’improvviso di parlare una lingua che usava.
Il bilinguismo non causa ritardi del linguaggio. Se c’è un ritardo, si vede in entrambe le lingue, e allora conviene rivolgersi a uno specialista che lavora con bambini bilingui.
Cosa aiuta a separare le lingue
Aiutano legami chiari: un genitore, una lingua, oppure una lingua a casa e un’altra all’asilo. Il modello conta meno del mantenerlo.
Aiutano anche abbastanza contenuti nella lingua più debole. Più parole il bambino conosce, meno spesso deve prenderle in prestito dall’altra lingua.
In Kiara il gioco di memoria mostra ogni coppia di parole nelle due lingue una accanto all’altra: il bambino vede che la stessa cosa ha due nomi.